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Portoferraio - Antico Porto Cinquecentesco


Davanti a voi il porto cinquecentesco del capoluogo dell’isola d’Elba, costruito nella metà del cinquecento per volontà di Cosimo I de’ Medici, nipote di Lorenzo il Magnifico.

Ma questo specchio d’acqua, il porto naturale più protetto tra La Spezia e Gaeta, fu porto già per le navi romane e con molta probabilità anche per gli Etruschi che venivano all’Elba per il minerale di ferro. Si tratta di un promontorio che avvolge come in un abbraccio quella che oggi è la darsena medicea e che, nella propaggine più avanzata, viene chiamata “Linguella”, poiché di una stretta lingua di terra protesa nel mare effettivamente si tratta. Oggi i traghetti di linea approdano nel porto commerciale, qualche centinaio di metri più a sud, nella parte di Portoferraio costruita nell’ultimo secolo. La darsena ospita invece un pittoresco porto turistico, nel quale danno l’ancora bellissime imbarcazioni provenienti da tutti i continenti.

PRIMA BOZZA CINQUECENTESCA DEL PORTO

La naturale protezione dai venti e la bellezza del contesto ambientale e monumentale, fanno della darsena di Portoferraio uno dei porti turistici più belli del Mediterraneo e forse anche oltre se, come riportano le cronache, l’ammiraglio Orazio Nelson che alla fine del settecento incrociando nel golfo di Portoferraio, affermò che era il più bel riparo che avesse mai incontrato.
SCHIZZO PROGETTUALE CINQUECENTESCO DELLE FORTIFICAZIONI DELLA CITTÀ DI PORTOFERRAIO E DELLA SUA DARSENA.

L’ambiente naturale è certamente spettacolare, ma anche la città che si sviluppa intorno al porto è un autentico monumento, infatti vi hanno lavorato i più grandi architetti ed ingegneri militari del rinascimento italiano, ancora fedeli alle indicazioni leonardiane.
COSIMO I DÈ MEDICI INDICA LE FORTIFICAZIONI DI PORTOFERRAIO AI SUOI INGEGNARI. FIRENZE - PALAZZO VECCHIO.

Portoferraio, già città imperiale romana, con due ville bimillenarie che si fronteggiano nel golfo, durante la prima metà del 1500 fu al centro di una contesa politico militare tra la signoria dei Medici di Firenze ed il debole stato piombinese degli Appiani, i quali avevano comunque dei buoni “agganci” presso la corte imperiale di Carlo V. Ma il fiorino a quei tempi era la moneta forte e Carlo V, in conflitto con Francesco I di Francia e lo stato della Chiesa, dovette in parte accontentare anche Cosimo I, il quale non perse tempo e nel giro di pochi mesi occupò con un forte campale la posizione dominante il porto naturale di quella che allora si chiamava “Ferraio”.
I lavori incominciarono ai primi di aprile del 1548, due mesi dopo Giovanni Camerini prenderà il posto di Giovanni Battista Bellucci che insieme ad altri ingegneri avevano tracciato il planimetrico delle opere sui due colli, saranno il Camerini, l’ingegnere militare più famoso di Toscana, e alla sua morte Bernardo Buontalenti, a realizzare la nuova città di fondazione voluta dal nipote del Magnifico fiorentino e chiamata in suo onore Cosmopolis. Portoferraio rinascimentale, uno stupendo esempio di città di fondazione, è tutta costruita intorno alla sua darsena, da questa poteva derivare la prosperità e la disgrazia, ma la progettazione e la realizzazione furono così accurate che mai Portoferraio fu occupata con la forza né con l’assedio.
Da segnalare che Cosmopolis era un’isola nell’isola, poiché a sud un canale artificiale, interrato negli anni trenta del novecento, metteva in contatto l’attuale specchio d’acqua del porto nuovo con la spiaggia delle Ghiaie, pertanto il mare e le fortificazioni circondavano completamente la parte finale del promontorio, sul quale vennero costruiti due forti ed un’altra serie di strutture assolutamente all’avanguardia e che ancora oggi stupiscono per la loro funzionalità ed estetica