La leggenda narra che la collana della Dea Venere si ruppe e 7 perle caddero nel Mar Mediterraneo di fronte alla Toscana creando l’arcipelago che oggi incanta milioni di turisti composto da Giglio, Giannutri, Montecristo, Pianosa, Elba, Gorgona e Capraia. Di queste 7 isole non tutte sono accessibili liberamente, in particolare a Gorgona c’è un carcere ed è interdetta completamente, Montecristo è parco integrale, Giannutri in parte anche e poi c’è Pianosa che ha una storia molto particolare.

 

E poi c’è Pianosa
Fu nel 1800 una colonia penale famosa, in cui i prigionieri lavoravano la terra e si producevano prodotti anche per l’esportazione, molto famoso l’orzo! Al tempo l’isola era florida e aveva una comunità attiva di guardie carcerarie che vivevano stabilmente sul territorio, poi la colonia è stata chiusa, ma un certo numero di residenti ha deciso di rimanere. L’isola rimase comunque “appetibile” come zona carceraria per la sua conformazione e la distanza non eccessiva dal continente, divenne quindi carcere politico e poi carcere per reati di mafia e per il famigerato articolo 41bis che prevede l’isolamento dei boss mafiosi. A causa di questo provvedimento il piccolo nucleo di popolazione residente fu completamente sgomberata e si insediarono centinaia di guardie carcerarie, un costo insostenibile per lo Stato Italiano tanto che il progetto fu abbandonato a breve e l’isola a quel punto rimase quasi disabitata per decenni, poi lentamente fu riaperta al turismo, ora ci vivono ex detenuti che gestiscono un bar/ristorante, nonché dipendenti della Guardia Costiera, Forestale e pubblica assistenza. L’isola è inserita nel Parco Nazionale Arcipelago Toscano dal 1998 e il Ministero dell’Ambiente ha introdotto regole restrittive per l’accesso pubblico. La fruizione a terra è consentita con modalità concordate tra Parco e Comune di Campo nell’Elba cui appartiene il territorio.

 

Dal Carcere al Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano
Nel periodo estivo è possibile effettuare escursioni a terra con guide autorizzate, ma fino al 2013 le acque intorno a Pianosa erano interdette addirittura anche al transito di natanti, ovviamente meno che mai la sosta o qualsiasi attività di mare. Poi al termine di una trattativa durata 10 anni il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano ha aperto in via sperimentale ai subacquei, posizionando delle boe dedicate alle immersioni e regolamentandone la fruizione. Ora è possibile visitare i fondali accompagnati da guide ambientali subacquee della Regione Toscana e con centri immersione e imbarcazioni che rispondono a requisiti stabiliti dal parco. Seguendo la corrente di pensiero secondo cui l’ambiente naturale va tutelato il più possibile, ma anche reso fruibile, le boe di Pianosa permettono a tutti di poter riscoprire questo tratto di mare rimasto chiuso al pubblico per così tanto tempo.

 

Un Mare com’era 100 anni fa
Quello che si può ammirare in queste acque è il Mar Mediterraneo come 100 anni fa!
Lo spettacolo è garantito dalla quantità di pesce impressionante, in particolare enormi banchi di barracuda popolano tutte le sue secche e avvolgono i gruppi di subacquei che vi nuotano in mezzo e poi ci sono le cernie, alcune di dimensioni notevoli, che pian piano si abituano alla presenza dei sub e si mostrano nel loro splendore come modelle davanti agli obiettivi delle macchine fotografiche.
Dentici, tonni e corvine completano la varietà di pesce stanziale presente, ma non possiamo non citare la possibilità di fare incontri inconsueti, ricordando che siamo in un tratto di mare quasi incontaminato, quindi non è raro imbattersi in margherite di mare, pesci luna, aquile di mare o grossi astici.
Tutto questo è Pianosa o almeno quello che abbiamo già visto di questi fondali che sicuramente non smetteranno di sorprenderci anche nel 2015, infatti il Parco ha confermato la sua riapertura alle immersioni da Aprile fino a Novembre. Venite a scoprire questo tesoro subacqueo incontaminato.
Per maggiori informazioni sulle immersioni a Pianosa visitate il sito www.divinginelba.com dove troverete foto e video per avere una piccola anticipazione di cosa vi aspetta sott’acqua.
Riccardo Buralli
Diving in Elba

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