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Il 3 maggio 1814, nel tardo pomeriggio, gettava l’ancora nella rada di Portoferraio la nave da guerra inglese Undaunted (imperterrito). A bordo si trovava Napoleone I, sconfitto a Lipsia ed esiliato sulla nostra isola.
Nel duecentesimo anniversario, l’Elba ricorda e festeggia questo straordinario evento: dal 3 maggio 2014 inizierà un’interessante serie di eventi che un po’ per sincero omaggio ad uno speciale momento storico ed al suo protagonista, un po’ cogliendo la risonanza turistica della ricorrenza, occuperanno i dieci mesi successivi, fino alla sera del 26 febbraio.
Con altri post seguiremo le iniziative più significative, a partire dalla rievocazione dello sbarco, il 4 maggio… un giorno dopo l’arrivo.
Il 3 maggio Napoleone arrivò a Portoferraio, incontrò a bordo le autorità locali, ma solo alle 15,30 del giorno successivo scese dalla nave.
Perché questo indugio?

Carismatico ma non Simpatico
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In una lettera ad Ugo Foscolo, la contessa d’Albany, compagna di Vittorio Alfieri e non proprio benevola nei confronti del deposto imperatore, ebbe a scrivere: “Egli ha dimostrato, da quando è nella sua isola, di essere più vano che orgoglioso. E’ rimasto dodici ore a bordo dell’Undauted per dare il tempo di regolare il cerimoniale del sua entrata e del suo ricevimento” .
Oggi diremmo che Napoleone era dotato dell’intuito naturale del grande comunicatore e quel ritardo, tra le altre cose, favorì la maturazione di un’accoglienza popolare che probabilmente si rivelò superiore alle aspettative.
C’è da dire infatti che l’isola d’Elba era territorio metropolitano francese già dal 1802, non a caso a Portoferraio troverete una lapide dedicata allo scrittore Victor Hugo che qui trascorse tre anni della sua infanzia al seguito del padre, il capitano Giuseppe Leopoldo Hugo. Ma le vicende che avevano portato l’annessione dell’Elba alla Francia post rivoluzionaria non furono rose e fiori; nel tempo erano accaduti episodi di straordinaria violenza, come l’assedio di Portoferraio da parte delle truppe francesi del maggio 1801 e che durò 13 mesi (Portoferraio non fu conquistata con le armi! Fu l’ordine di Ferdinado III arciduca di Toscana fuggito in Austria che dopo la pace di Amiens ordinò al suo generale De Fisson di arrendersi ai francesi).

Buon Viso a Cattiva Sorte
Il comandante della piazza dell’Elba, generale Dalesme, mai avrebbe immaginato di dover ospitare il suo imperatore come “imperatore” dell’Elba. Ma dopo aver letto il messaggio consegnatogli da un alto ufficiale francese saltato a terra con una lancia, non ebbe dubbi:

Signor Generale Dalesme avendomi le circostanze portato a rinunciare al trono di Francia… mi sono riservato la sovranità dell’isola d’Elba… Vi invio dunque il generale Drouot perché gli facciate senza indugio la consegna della detta isola, dei magazzini e delle proprietà che appartengono al mio dominio imperiale. Vogliate far conoscere questo nuovo stato di cose agli abitanti e la scelta che ho fatto della loro isola per il mio soggiorno, in considerazione della dolcezza dei loro costumi e della bontà del loro clima. Essi saranno l’oggetto costante del mio più vivo interesse…
Napoleone
Per quanto pochi, i 10 mesi di permanenza napoleonica all’Elba, hanno lasciato il segno e si può ragionevolmente dire che dal quel pomeriggio di duecento anni fa inizia la storia moderna dell’isola d’Elba.
Graziano Rinaldi

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