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Se in tutto il mondo il sostantivo “cavoli” si riferisce ad una multiforme varietà di verdure, all’isola d’Elba Cavoli rimanda ad una ben conosciuta spiaggia. E non si tratta di una spiaggia ordinaria, bensì di una mezzaluna quasi perfetta di sabbia cristallina raccolta nella natura granitica del luogo, perfettamente esposta a meridione e d’estate perennemente affollata.

Uno stupendo fuori stagione
A differenza di altre spiagge anch’esse molto frequentate, la spiaggia di Cavoli è conosciuta sull’isola come quella dove anche fuori stagione è possibile tuffarsi in un’acqua dalla temperatura gradevole. Tanto è comune anche tra i residenti quest’idea, che nelle assolate domeniche invernali questa è la spiaggia più gettonata. Vuoi per la felice esposizione, vuoi per il basso fondale racchiuso da un golfo ben protetto, Cavoli è la spiaggia che anche le persone che detestano i luoghi affollati, devono comunque prendere in considerazione se vogliono concedersi una nuotata prima di giugno e dopo la metà di settembre.

 

Cavoli spiaggia con pattini


La virtù della pazienza

Nei tre mesi di alta stagione, frequentare la spiaggia di Cavoli significa armarsi della virtù della pazienza: per posteggiare inutile contare sui pochi posteggi gratuiti che la volonterosa amministrazione comunale ha creato lungo la strada provinciale o quelli pubblici a ridosso della spiaggia, è invece molto probabile che lasciando l’auto lungo la strada, in divieto di sosta, vi ritroviate una consistente multa; ma non è detto che i 10€ di tariffa giornaliera vi garantiscano di trovare posto nei due piccoli parcheggi privati! Mettiamo che grazie ad una serie di circostanze favorevoli, riusciate a posteggiare, ora dovrete conquistarvi uno spazio vitale col vostro asciugamano. Potrete noleggiare una sdraio e un ombrellone o provare sulla spiaggia libera.

Cavoli spiaggi padre e bambini


Buona fortuna.

Guardando il mare, sulla sinistra la spiaggia è movimentata da un gruppo di grossi massi di granito, l’evidente bellezza del luogo determina però una straordinaria densità di Homo sapiens che non tutti gradiranno. La metà destra della spiaggia si presenta senza soluzione di continuità, in parte occupata da stabilimenti balneari, ma più ancora da spiaggia libera. Se mi avete seguito fin qui avrete capito che sto parlando dell’estate, in questo periodo potrete provare a rifugiarvi sugli scogli di granito che alle due estremità del golfo offrono una deliziosa via di fuga dalla moltitudine umana del centro spiaggia, non vi garantisco uno splendido isolamento, ma è una possibilità da prendere in considerazione.
Se però volete veramente godervi la spiaggia di Cavoli, dovete venirci prima di giugno e dopo la metà di settembre. Non aspettatevi di trovarla deserta, tutt’altro, ma un bagno nelle trasparenze più turchesi dell’isola d’Elba sarà medicina contro ogni malinconia. Allora il fondale trasparentissimo, di un azzurro meraviglioso, la più mite temperatura dell’acqua che potrete trovare e la luminosità che rimanda il basso fondale costituito dalla stessa grossa sabbia cristallina che forma anche la spiaggia, non vi faranno rimpiangere neanche il più tormentato dei posteggi o il panino più caro dell’isola.

 

spiaggia Cavoli tra gli scogli


Non solo sabbia

Se amate nuotare, non esitate e raggiungete la piccola spiaggia di Seccheto a destra o spingetevi lungo la bella ed alta scogliera a sinistra, dove il fondale è spettacolare; se invece rimarrete a riva, potrete scegliere di ammirare la montagna in mezzo al mare proprio di fronte a voi che costituisce l’enigmatica isola di Montecristo, oppure l’inconfondibile striscia di terra all’orizzonte che termina con un grosso cubo, è l’isola di Pianosa.
Io considero questo piccolo specchio d’acqua come una benedizione di Dio che consente a chi ama nuotare liberamente, senza muta, di farlo sia in autunno inoltrato, che in piena primavera, quando l’acqua è ancora fredda delle burrasche invernali, e di farlo in un tripudio di luce e di natura insulare dolce ed accogliente.
Infine, se siete dei buoni osservatori, non mancherete di scorgere sugli scogli alcune incisioni rotondeggianti: è quello che rimane dell’antichissima lavorazione del granito, estratto in poderosi blocchi qualche centinaio di metri più in alto sopra la spiaggia. Proprio sulla spiaggia veniva caricato su navi onerarie romane prima, e pisane mille anni dopo. Ne è testimonianza una colonna sbozzata nel parcheggio pubblico sulla spiaggia, sorella minore di più manufatti presenti nel pantheon di Roma e nella cattedrale di Pisa.
Graziano Rinaldi

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