L’isola d’Elba rimarrà a lungo legata alla figura di Napoleone Bonaparte, considerando che questo anno 2014 è il duecentesimo anniversario dello sbarco dell’imperatore all’Elba, ne approfitteremo per pubblicare qualche foto ed alcune informazioni che potranno far meglio apprezzare le vicende dell’esilio elbano di Napoleone.Prima di tuffarci nelle vicende che ci riguardano direttamente e di affrontare il sentimento di ambivalenza che normalmente provoca l’illustre personaggio, vorrei soffermarmi su alcuni particolari della sua personalità che mi hanno incuriosito e che possono essere utili per capire il personaggio.
Partiamo dalla… madre:

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“E’ a mia madre che devo la mia fortuna e tutto quello che ho fatto di buono”
queste le parole di un figlio famoso.

Maria Letizia Ramolino di Pietrasanta fu a tutti gli effetti una donna singolare, o come dirà Stendhal: “Cette femme rare et, l’on peut bien dire, d’un caractère unique en France”. Nacque nel 1750 e non sorprende sapere che a 14 anni era già sposata con Carlo Maria Buonaparte, era una consuetudine maritare al più presto le ragazze per alleggerire il peso familiare. Il marito era un marcantonio eloquente e dall’intelligenza vivace, aveva studiato giurisprudenza a Pisa, molto giovane sarà il luogotenente di Pasquale Paoli, il patriota corso. Carlo Maria è rappresentato come un uomo allegro e coraggioso, ma anche leggero e scialacquatore delle magre risorse familiari, pure giocatore e libertino. La sua era una famiglia che poteva vantare una decaduta ma antica nobiltà di origine lombarda, la casata risaliva al decimo secolo e tra l’altro, aveva dato anche dei sovrani a Treviso. Dal 1529 i Buonaparte si trovavano ad Ajaccio e conservando il titolo di patrizi fiorentini, vivevano piuttosto miseramente di greggi di pecore e capre in montagna, vigne ed uliveti sulla costa.

Una Splendida e giovanissima Amazzone Bruna 
Nel 1767 la Corsica apparteneva alla repubblica di Genova, ma questa non ce la faceva a sopportare la guerra contro i patrioti corsi, pertanto si decise a vendere l’isola a Luigi XV. I Francesi inviarono truppe sufficienti per stroncare l’indipendentismo corso, furono 2 anni di battaglie, durante le quali troviamo Letizia Ramolino, tra l’adolescenza e la giovinezza, a fianco di suo marito, combattente e stimato patriota. Dopo la disastrosa battaglia di Ponte Nuovo, nel maggio 1769, i pochi patrioti sopravvissuti si ritirano nelle zone più interne dell’isola, Letizia era con loro e portava in grembo il suo secondogenito, così ne parla Guido Gerosa nella nota biografia di Napoleone: “Durante la ritirata e nel corso di tutti quegli spostamenti, Letizia sentì sempre il figlio che si agitava prepotentemente nel suo grembo. Era fiera di quei mesi disperati passati in guerra: Sui monti selvaggi e nei boschi profondi, ora a cavallo ora a piedi, arrampicandosi sulle rocce scoscese, aprendosi la strada attraverso il folto degli arbusti spinosi, passando a guado i fiumi, sentendo fischiare i proiettili, aveva portato un bambino in braccio (il primogenito Giuseppe) e il secondo in seno, senza nulla temere.”  Il coraggio e la devozione di Letizia si univano ad un’altra caratteristica sua propria, la bellezza, un’amazzone bruna che incarnava la fierezza corsa, stirpe indomita che è ben rappresentata dalla risposta data da un prigioniero ad un ufficiale francese che chiedendo cosa ne fosse dei feriti, visto che non vedeva ospedali militari, si sentì rispondere “Moriamo”.

Un Padre Allegro ed Assente
La sconfitta dei patrioti e l’abdicazione di Pasquale Paoli, sciolse la resistenza patriota ed il padre Carlo Maria si riciclò nella nuova amministrazione francese, era del resto un buon avvocato ed aveva intessuto importanti contatti, fino a diventare deputato della nobiltà della Corsica agli Stati Generali a Versailles, tra i suoi più importanti interlocutori c’era anche il governatore Marbeuf, che sembra certo sia diventato l’amante di Letizia. Napoleone ne era probabilmente al corrente, ma questo non diminuì la stima verso la madre, una stima che non dimostrò mai verso il padre del quale dichiarava: “troppo amante dei piaceri per pensare ai propri figli”.
Fu infatti Letizia che si occupò interamente dell’educazione dei figli e Napoleone, si sa, aveva la memoria lunga.

Graziano Rinaldi

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